CORCOS – I sogni della Belle E’poque nei ritratti del pittore che parlano di donne

Corcos11  bd

I sogni della Belle Èpoque

Nei ritratti del pittore

Che parlava alle donne

 

Le donne dipinte da Vittorio Matteo Corcos leggono, Davanti al mare in lune de miel,10 bd

nel parco accanto a un bambino, in gruppo o solitarie, hanno spesso in mano un libro, o 13  bdmagari un giornale come Il Fanfulla che compare in un’opera del 1887.

Ma la lettrice più straordinaria che ci ha lasciato questo artista dall’estro mondano e della pittura << attenta, levigata, meticolosa>>, come scrive Ojetti nel 1933, è sicuramente la protagonista di Sogni della Belle Èpoque. La mostra promossa da Fondazione Bano (catalogo Marsilio), aperta a Padova a Palazzo Zabarella fino al 14 dicembre, curata da Ilaria Taddei, Fernando Mazzocca e Carlo Sisi, ruota proprio intorno a questo suo capolavoro che arriva dalla Galleria nazionale d’arte moderna

di Roma.21  bd

È lei, l’affascinante lettrice, il fulcro di una grande esposizione che raccoglie 100 quadri tra ritratti, vedute urbane, paesaggi campestri e marini.

Il quadro era stato acquistato dallo stato per 6000 lire nel 1896 quando era apparso alla Festa dell’Arte e dei Fiori di Firenze, suscitando un “chiasso indiavolato”. Tutti parlano di questa giovane donna seduta su una panchina. Nessuno resta indifferente di fronte alla sua aria assorta, lo sguardo lontano che raggiunge lo spettatore, fuori dal quadro, inchiodandolo in un vero e proprio dialogo.

Le foglie disperse dal vento per terra e gli attributi estivi, come il cappello di paglia e il parasole vicino ai tre libri gialli della famosa collana della casa editrice Garnier, evidenziano un primo tema del quadro: la fugacità della vita.

Fra le foglie appassite vi sono anche petali di fiori rossi, sono di una rosa, i libri sulla 01  bdpanchina ne hanno arrestato la caduta a terra. La rosa, e quella rossa in particolare, è simbolo dell’amore, che pare anch’esso appassito, passato, finito. Ma la rosa è anche simbolo della verginità: in molti paesi europei veniva tradizionalmente gettata in un fiume dalla sposa che simbolizzava così l’abbandono del suo stato di fanciulla.27  bd

Anche questo potrebbe essere il tema del quadro: l’estate che sta finendo ha fatto della fanciulla una donna consapevole. Forse vi ha contribuito anche la lettura e la rosa potrebbe essere servita da segnalibro.

Che cosa rende così moderna, audace, spudorata e nello stesso tempo inaccessibile questa ragazza un po’ spettinata con dei lunghi guanti in tono con l’abito beige appena ravvivato da un tocco di azzurro? Non c’è dubbio: a fare di lei un personaggio irrepetibile non sono tanto “i caldi desideri e i terribili pensieri” ma è il mucchietto giallo che le sta accanto, quei libri che ha appena finito di leggere. Te la immagini mentre ne riapre uno e continua a fantasticare in compagnia delle parole scritte. Ti verrebbe da chiederle: cosa stavi leggendo? Perché viene voglia di infilarsi nella sua storia. Il dipinto di Corcos sussurra 09 bdnell’orecchio di generazioni di donne, di quelle capaci di camminare sulle proprie gambe, che amano una propria indipendenza.

Possiamo essere certi che appena si alzerà da quella panchina questa fanciulla inquieta che reclama l’attenzione, i sogni che danno il titolo al quadro troverà il modo di realizzarli. Ed è per questo che lo spettatore vorrebbe seguirla.WP_20140905_13_19_03_Pro

La posa della nostra eroina di un mondo quotidiano è la stessa di Aracne, dipinta da Corcos nel 1893, anche lei sospesa e trasognata, giunta dalla mitologia in un salotto dalla tappezzeria decoratissima. Sappiamo inoltre che la donna ritratta è Elena Vecchi, la figlia di Jack La Bolina, scrittore e amico di Corcos, effigiata ne Le due colombe e ne La Maddalena. Nel primo caso è vestita di bianco, nell’altro indossa un abito nero che crea un contrasto di grande effetto con la folta chioma di capelli rossi.04  bd

Il bianco e il nero che diventano vere e proprie sinfonie di luminosità e di ombre: sono questi i toni delle vesti delle donne dipinte da Corcos, che negli anni si specializza sempre di più come uno dei maggiori interpreti del ritratto mondano.24  bd

Al trionfo di questo genere è dedicata una sezione della mostra: nobildonne, principesse,23  bd la danzatrice Isadora Duncan, la soprano Lina Cavalieri, Yole Buaggini Meschini, amica di Antonio Fogazzaro al quale ispirò Piccolo mondo 29  bdmoderno,18  bd

formano una costellazione di volti e gesti di una Belle Èpoque che a Corcos arrivava anche dalle sue frequentazioni parigine. È nel 1880 che l’artista, nato a Livorno nel 1859, dopo aver studiato all’Accademia di Napoli raggiunge la capitale francese.

Qui frequenta gli altri italien de Paris, Boldini e de Nittis, i caffè dove si riuniscono gli artisti e ottiene un contratto con la Maison Goupil proprio per la sua capacità di raccontare la Santa Croce, Mariotti, Sant' Antonio 015bellezza femminile. Quando torna in Italia nel 1886, dopo essersi sposato con Emma Ciabatti che lo inserisce nell’ambiente letterario della rivista fiorentina il Mazzocco, ha la fama di “peintre des jolies femmes”. Anche perché, scrive Ojetti, i suoi personaggi sono “come desiderano d’essere, non come sono”.

Tra le opere di ispirazione parigina ecco, nella sezione dedicata alla Pittura Moderna,

Jeune femme se promenant au Bois de Boulogne, la Signora lungo la Senna,26  bd

lo zuccheroso Bonheure quella Signora con l’ombrellino che con il suo mazzetto di fiori in mano, fa venire in mente la scena della Ricerca del tempo perduto di Proust in cui Swann 03  bddopo aver “corso Parigi” cercando disperatamente Odette la trova ornata di cattley e le chiede timidamente se può raddrizzare quei fiori sul suo decolletè.14  bd

Le donne di Corcos sono sensuali nelle loro vesti scollate, le acconciature raffinate,

i veli che le avvolgono e soprattutto negli sguardi. <<In un ritratto quello che conta sono gli occhi – diceva l’artista – se quelli riescono come voglio, con l’espressione giusta, il resto viene da sé>>.

06  bdC’è un’opera del 1910, Lettura sul mare, in cui sembra ritornare la magia di Sogni.

Qui l’artista ha inquadrato tre giovani vestiti di bianco. Al centro c’è Ada, una delle sue figlie, seduta su una sedia azzurra. In una composizione dominata dalla luce i suoi capelli 07  bdsono l’unico elemento scuro, il lato notturno di una tersa giornata di sole.

Tenebrosa e irrequieta come denuncia l’intrecciarsi delle lunghe dita affusolate, questa donna ha un’evidente sorellanza con la protagonista di Sogni.

Accanto a lei c’è la solita piccola pila di volumetti dalla copertina gialla.17 bd

<<Galeotto fu il libro e chi lo scrisse>> avrebbe detto Dante anche in questo caso.05  bd

 

Maria Paola Forlani

 

CORCOS – I sogni della Belle E’poque nei ritratti del pittore che parlano di donneultima modifica: 2014-09-08T16:17:35+02:00da mariapaolaf
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