NOBILITA’ del LAVORO

 

Nobiltà del lavoro01_ BIANCO PIERETTO (Pietro Bortoluzzi), La scuola dei merletti a Burano, 1905 bd.jpg

 

Arti e mestieri nella pittura veneta tra Ottocento e Novecento

 

 

 

Felice colui che ha trovato lavoro; non chiede altra felicità”

 

Thomas Carlyle (1795 -1881)

 

 

 

In questo momento drammatico della nostra storia, in cui

06_LAURENTI CESARE, Fruttivendola, 1889  bd.jpg

l’Emilia è stata colpita da un terremoto così violento tanto da distruggere interi paesi e privare migliaia di persone del loro lavoro e quindi della loro serenità e ragione di vita, il pensiero corre alla storia di queste splendide terre plasmate dall’operosità dell’uomo. Contro il buio di spred, default, Bund e Btp, contro l’imperscrutabile e fumosa economia irreale ed ora il drammatico smarrimento di avere perso tutto tra le braccia di questo orrendo gigante che è il “terremoto” che tutto ha travolto nella incomprensibile diffusione di violenza e disperazione, nera antagonista della dea Fortuna e della Speranza divina. Speranza in cui per tornare a vedere equilibrio nella società, appare solo una risposta semplice, trasversale, globale: il lavoro, che, naturalmente, è stato, e resta valore morale essenziale che dà senso, misura e stabilità al singolo e al consorzio umano.

 

 

03_CIMA LUIGI, I Fabbri, 1896  bd.jpg

 

Il Museo Nazionale di Villa Pisani di Stra (Venezia) ospita 70 capolavori che raccontano le arti e i mestieri antichi svolti a Venezia e nell’entroterra veneziano lungo tutto il secolo che

04_DA MOLIN ORESTE, Il barbiere rusticano   bd.jpg

segue la caduta della Serenissima fino ai primi del Novecento, conducendo i visitatori alla scoperta delle attività quotidiane che avevano luogo tra le pareti domestiche, nelle botteghe artigianali e sulle barche in laguna, nel verde pacifico dei campi e nella baraonda della città, incontrando contadini, burattinai, lustrascarpe, ricamatrici, carbonai, suonatori girovaghi. La mostra  dal titolo Nobiltà del lavoro. Arti e mestieri nella pittura veneta tra 800 e 05_DA MOLIN ORESTE, La bottega dell antiquario, 1880  bd.jpg900, aperta   fino al 4 novembre 2012 (catalogo Allemandi), le cui curatrici Myriam Zerbi e  Luisa Turchi, hanno voluto far dialogare opere famose di maestri conclamati con lavori inediti o sconosciuti ai più, sia di autori celebrati che di pittori considerati minori e portare la loro arte a conoscenza di un pubblico più vasto.

 

Degli anni sessanta dell’Ottocento sono diversi i maestri che hanno sentito il dovere di farsi interpreti della vita contemporanea, fissando l’iconografia ottocentesca delle “Arti che vanno per via “, inventario di mestieri di strada codificati graficamente nelle acqueforti di Gaetano Zampini nel 1753, repertorio di attività che, accanto alla marineria e alle tradizionali risorse dell’industria vetraria muranese e della

07_NANI NAPOLEONE, La modella   bd.jpg

pesca lagunare, riflettono del tempo gli usi e i costumi. La scelta di rivolgere il loro genio artistico alla raffigurazione della realtà è guidata dalla carica rivoluzionaria del discorso pronunciato nel 1850 dal Segretario dell’Accademia 08_PAOLETTI ANTONIO, Le caldarroste   bd.jpgVeneziana Pietro Selvatico: Sulla convenienza di trattare in pittura soggetti tolti dalla vita contemporanea. Selvatico, infatti, esorta i pittori ad entrare <<nelle chiese, negli spedali, nelle officine>>, e a guardare il vero <<nella nobile semplicità sua>>. Invita gli artisti con le loro immagini a <<mordere gli errori sociali>> per consentire all’arte di tornare ad essere apprezzata dalle moltitudini, appagate nel ritrovarsi

09_ROTTA ANTONIO, Calzolaio   bd.jpg

<<effigiate nella maniera del vivere loro>>, più soddisfare di vedere nell’opera <<le lacrime e il riso sinceri del buon artigiano che non la magnanimità di Scipione>>. La nuova committenza borghese predilige infatti una produzione artistica in cui la bellezza è ritrovata <<entro la vita fervida dei fratelli>> e non <<sul cadavere, per quanto gigantesco, degli avi >>. La mostra rappresenta le donne che lavorano 10_SERENA LUIGI, Un rio a Venezia   bd.jpgaccanto agli uomini come bigolanti, che al grido <<acqua mo>> portano, con il secchio o bigol,

 

sulle spalle, l’acqua dolce direttamente alla case;

11_TITO ETTORE, Le mondine in Polesine, 1885  bd.jpg

vendono polli, fiori, frutta, sono lavandaie o venditrici di zucca, o balie, cuoche, serve a servizio delle famiglie dei ricchi borghesi o della nobiltà del tempo. Le immagini dipinte invitano a curiosare all’interno di case o di laboratori dove sartine ricamatrici e merlettaie sono all’opera con aghi e fili, in ambienti umili dove un notaio stipula un contratto di matrimonio, dentro le botteghe dove calzolai, sarti e barbieri sono colti nell’esercizio del loro mestiere e dove gli antiquari 12_ ZONARO FAUSTO, Il sarto   bd.jpgespongono coloratissime e preziose merci o nelle fucine dove ferve il lavoro dei fabbri. Lungo le callette veneziane si scorgono le impiraresse

13_ ZASSO GIULIANO, Preparazione al ballo in maschera   bd.jpg

 

(infilatrici di perle) le quali svolgono il loro lavoro a 01_Tommaso Filippi, Giovane Venditrice di pesce  bd.jpgdomicilio. Uscendo dalla laguna, il visitatore è accolto dal brio luminoso e dalla effervescente confusione dei mercati di Badoere e di Seravalle, nell’umida atmosfera di una

02_Tommaso Filippi, sarti  bd.jpg

pescheria di Chioggia, nelle campagne dove sono al lavoro 05_Tomaso Filippi, Donne al tombolo  bd.jpgmondine, contadini, zappatrici e fienaiole.

 

Parallelamente alla mostra di pittura ospitata nella Villa, la Casa del Giardiniere, situata nel parco, accoglie una rassegna di fotografie storiche di Tommaso Filippi (Venezia 1852 – 1912) che, attraverso il suo sapiente obiettivo, restituisce usi e costumi di una Venezia i gran

06_Tomaso Filippi, imbarcazione  bd.jpg

parte sparita.

 

 04_Tomaso Filippi, Impiraresse   bd.jpg

07_Tomaso Filippi, Corso di cucito  bd.jpg

 

Maria Paola Forlani

 

NOBILITA’ del LAVOROultima modifica: 2012-06-02T18:08:25+02:00da mariapaolaf
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