VOLTI SVELATI

 

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Antico e passioni per l’antico

 

 

 

Nella Sala delle Reali Poste, gli Uffizi ospitano fino al 29 gennaio 2012 l’undicesima edizione del ciclo “I mai visti” con la mostra  Volti svelati, promossa dagli Amici degli Uffizi, a cura di Fabrizio Paolucci e da Valentina Conticelli (catalogo Sillabe). La mostra celebra il nuovo appuntamento de I mai visti restituendo al pubblico un segmento centrale della raccolta delle sculture classiche appartenute al collezionismo granducale, quello dei ritratti di imperatori e di privati, che da sempre hanno ritmato il percorso espositivo dei corridoi.

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Sin dalla fine del XVI secolo, i corridoi del secondo piano del celebre complesso vasariano furono destinati ad ospitare gli splendidi marmi medicei, una raccolta che per numero e qualità era unica in Europa, facendo meritare agli Uffizi la qualifica di “Galleria delle Statue” per eccellenza.06  bd.jpg

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Volti Svelati intende riportare l’attenzione sul ricco patrimonio di arte classica del museo fiorentino, selezionando un nucleo di ritratti di età repubblicana e imperiale. Le opere scelte, veri e propri capolavori citati in ogni manuale di arte romana, consentono di riportare l’evoluzione della ritrattistica dalla tarda età repubblicana all’avvento della Tetrarchia. Attraverso lo scorrere di volti di imperatori, atleti, privati ed intellettuali si può scorgere l’evoluzione dei gusti, delle mode e delle ideologie nell’arco di tre secoli e mezzo di storia.

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La mostra riporta alla luce e rende visibile al pubblico 44 busti che compongono la “serie de’ Cesari in marmo”, i ritratti più belli e significativi della collezione mai visti degli Uffizi. Accanto alla selezione dei busti sono presentate 23 opere (fra dipinti e grafica), ritratti e autoritratti che attestano quanto grande fosse tra gli artisti l’interesse per l’antico, nel contempo mostrando anche riferimenti diretti alle teste medesime. Il desiderio di possedere le effigi dei più celebri uomini della storia di Roma aveva contagiato i Medici sin dalla fine del XV secolo. Le due teste in marmo antiche delle immagini di Augusto e Agrippa, acquistate da Lorenzo de’ Medici, di ritorno da Roma nel 1471, rappresentarono le prime opere di un nucleo collezionistico destinato ad accrescersi esponenzialmente nel corso dei due secoli successivi. Quando, nel 1780, all’abate Luigi Lanzi fu affidato il compito di redigere un rapporto sulle linee guida da seguire nel nuovo allestimento degli Uffizi, fortemente voluto da Pietro Leopoldo, lo studioso marchigiano non ebbe esitazioni a definire la collezione dei ritratti come “uno degli ornamenti più magnifici del Museo”, secondo nel suo genere unicamente alla raccolta capitolina.

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Sarà proprio Lanzi ad accrescere in modo decisivo la raccolta scegliendo le più belle opere fra le collezioni private fiorentine, fra i marmi presenti nelle raccolte delle ville granducali e di Villa Medici a Roma. Dopo un lungo lavoro durato circa due anni, la serie di ritratti di Galleria, portata a oltre 110 pezzi dai settanta originari, poteva ben rivaleggiare con i Capitolini. Nella pubblicazione “La Real Galleria di Firenze” del 1782, Lanzi non nasconde la propria soddisfazione nell’aver dato vita a un museo di ritrattistica romana con ben pochi rivali in Europa. I decenni successivi videro un progressivo alterarsi del “museo” lanziano, inquinato dall’aggiunta di sarcofagi e cippi, finchè, negli anni Novanta del secolo scorso, si decise di restituire ai corridoi l’aspetto e la sistemazione attestata dei disegni del De Greiss, realizzati alla metà del XVIII secolo. Questi splendidi ritratti furono destinati ai depositi dove andarono a raggiungere decine di altri busti provenienti dagli arredi delle ville granducali, caduti nell’oblio in seguito alla riorganizzazione voluta dal museo fiorentino sul finire del XIX secolo. La mostra si propone di non solo di restituire visibilità alle opere oggi poco note, ma di far comprendere quale siano stati l’interesse e la venerazione per questi marmi, nella cultura europea dal XVI al XVIII secolo. I ritratti presenti in mostra, come tutti i marmi appartenuti alle collezioni medicee e lorenesi, non sono quindi solo testimonianza dell’arte del mondo antico, ma sono anche prove tangibili di quella passione per la civiltà classica che ha plasmato la cultura occidentale.

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 I quadri e le tele esposte e scelte accuratamente da collezioni italiane ed estere costituiscono una sorta di contrappunto al percorso prettamente archeologico, illustrando, attraverso le raffigurazioni di muti colloqui tra collezionisti, ritratti classici e interni di studi d’artista gremiti di busti e soggetti allegorici, il fascino che per secoli ha esercitato su intellettuali e artisti lo sguardo dell’Antico.

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Maria Paola Forlani

 

VOLTI SVELATIultima modifica: 2012-01-11T16:21:00+01:00da mariapaolaf
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