IL FUTURO DI GALILEO Scienza e tecnica dal Seicento al Terzo Millenio

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Grandi invero sono le cose che in questo breve trattato io propongo alla visione e alla contemplazione degli studiosi della natura. Grandi, dico, sia per l’eccellenza della materia per sé stessa, sia per la novità loro non mai udita in tutti i tempi trascorsi, sia anche per lo strumento, in virtù del quale quelle cose medesime si sono rese manifeste al senso nostro”

Galileo, Sidereus Nuncius, 1610

 

La nascita della scienza moderna non ha una data precisa, né un luogo circoscritto. La fase di gestazione abbraccia un periodo di quasi centocinquanta anni, emblematicamente racchiuso tra il 1543, data della pubblicazione del “De Revolutionibus” di Copernico e del “De umani corporis fabbrica” di Vesalio, e il 1687, data di pubblicazione dei “Principia Matematica” di Newton. E coinvolge non una singola città né un singolo paese, ma l’Europa intera che, attraverso l’Umanesimo e il Rinascimento, raccoglie l’eredità dei formidabili sviluppi medioevali della scienza Araba. Proprio al centro di questo lungo periodo di gestazione si colloca l’opera galileiana. La grandezza indiscutibile di Galileo sta nella sua consapevole presa di distanze dalla tradizione dominante, e nell’approccio ai problemi della conoscenza della natura così innovativo che quando si leggono i suoi scritti sembra di leggere gli scritti di uno scienziato di oggi. Anche per questo la figura di Galileo è diventata l’emblema di una svolta. Prima di Galileo la conoscenza dei fenomeni naturali era essenzialmente legata all’osservazione diretta; da Galileo in poi l’osservazione si affianca e si integra con la sperimentazione. Prima di Galileo gli strumenti erano pochi, usati per alcune misure matematiche e astronomiche o più spesso impiegati per soddisfare bisogni legati alla vita quotidiana; da Galileo in poi gli strumenti diventano inelimininabili ausili per ampliare le conoscenze sulla base di regole codificate “in libris”, dopo Galileo essa è la libera e rigorosa esplorazione di “nuovi continenti”. Prima di Galileo la conoscenza naturale soggiaceva ad autorità politiche o religiose, dopo Galileo si afferma libertà della ricerca e il primato della ragione.”… Aristotile fu un uomo, vedde con gli occhi, ascoltò con gli orecchi, discorse col cervello. Io son uomo, veggo con gli occhi, e assai più che non vedde lui: quanto al discorrere, credo che discorresse intorno a più cose di me; ma se più o meglio di me, intorno a quelle che abbiamo discorso ambedue, lo mostreranno le nostre ragioni, e non le nostre autorità” (Opere,Vol, VI, p.538). Negli spazi della nuova struttura multifunzionale del Centro Culturale Altinate di Padova si è aperta una grande mostra per celebrare il IV centenario dell’uso del cannocchiale di Galileo Galilei dal titolo “ Il Futuro di Galileo- Scienza e tecnica dal seicento al terzo Millennio” a cura di Giulio Peruzzi e di Sofia Talas (Catalogo Skira). L’esposizione è un grande, appassionato viaggio, dal passato ai giorni nostri partendo proprio dalle ricerche e dalle intuizioni dello scienziato toscano che a Padova trascorse anni fondamentali. Un omaggio originale ed inedito alla modernità straordinaria di Galileo, alla sua capacità di farsi precursore e innovatore, di aprire sentieri che continueranno ad essere percorsi ed esplorati nei secoli successivi. Ecco appunto “Il futuro di Galileo”; ed ecco il filo rosso che lega tutto l’evento espositivo, in cui, grazie anche ad un allestimento di forte impatto emotivo e spettacolarità, curato dallo Studio Gris, sono state selezionate opere storico-documentarie di altissimo valore    (prime edizioni di testi fondamentali, manoscritti galileiani esposti in originale e sfogliabili virtualmente, diversi strumenti scientifici originali, tra i quali pezzi unici al mondo, ecc.) danno il via, nelle diverse sezioni tematiche, all’analisi dei progressi e  delle sperimentazioni successive attraverso sistemi multimediali, video, installazioni, documentazioni fotografiche esclusive, exhibit ed esperimenti interattivi, che consentono di seguire gli sviluppi della conoscenza scientifica e impadronirsi di alcune fondamentali idee e risultati.

Per l’occasione un’altra grande mostra agli Eremitani ripercorre l’evoluzione del ritratto al tempo di Galileo dal titolo “Lo spirito e il corpo. 1550 – 1650 cento anni di ritratti a Padova nell’età di Galileo” a cura di Davide Banzato e Franca Pellegrini (catalogo Skira). Nel percorso vengono presentati nobili e aristocratici, borghesi illuminati, mercanti ben introdotti, ma anche intellettuali, artisti, uomini di cultura e rappresentanti del mondo accademico, l’itinerario diventa così non solo ragionato attraverso l’evoluzione del genere che, proprio nel capoluogo veneto, conobbe in quell’arco di tempo momenti di spiccata peculiarità e aspetti qualitativi di rilievo, ma è anche un affascinante affresco dell’ambiente e del contesto in cui si vennero ad innescare le vicende patavine del grande scienziato. Grazie ad una curata selezione di circa 70 fra dipinti e incisioni provenienti dalle collezioni dei Musei Civici, Museo d’arte e collezioni private, in questa rassegna, è visibile il quadro di un’epoca e di un gusto, in cui vengono evocati incontri, relazioni, scambi, amicizie, legami tra artisti e personaggi effigiati. Tra i pittori si può ammirare: Tiziano, Tintoretto, i Bassano, Campagnola, Apollodoro, Montemezzano, Padovanino, Damini, Chiara Varotari e Tiberio Tinelli. La rassegna incentrata su dipinti aventi per soggetto personaggi padovani legati all’ambiente locale o realizzati da pittori attivi in città nel periodo preso in esame, mostra in una coinvolgente carrellata i differenti approcci e le diverse esigenze della ritrattistica, a partire dalle personalità e dagli archetipi compositivi di Tiziano Vecellio e di Tintoretto fino alle istanze barocche del Cirellino.

 

Maria Paola Forlani

 

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IL FUTURO DI GALILEO Scienza e tecnica dal Seicento al Terzo Millenioultima modifica: 2009-02-28T12:14:00+01:00da mariapaolaf
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